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- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 2024-01-27 | [This text should be read in italiano] | Trovi ogni carezza un gesto inappropriato, lâinsulto un nuovo saluto di strada, gli applausi unâesecuzione pubblica, lâabbraccio della tua compagna una ghigliottina e scappi lasciando il corpo sparpagliato. Ecco tutte le tue preghiere appese a un filo come il bucato - nessuno spiraglio di sole vi è riflesso le buone intenzioni ti perseguitano e solo il male ben fatto copre adesso la tua nuditĂ . Arrivato qui speri che sia, il purgatorio, una specie di bagno pubblico. Ti spogli in fretta, ma di cosa?! nessuno ha riconosciuto il paradiso a prima vista! Appare lo spazzino delle ombre: non è la luce, tira il foglio bianco sotto i tuoi piedi adopera la tua matita: lâhai tenuta incollata alla tempia troppo a lungo. Sullo sfondo passano borbottando colonne incatenate di pallidi spettri, recitano le illusioni contaminatrici dei secoli, sono i letterati di tutti i tempi meno male che non li hai letti mai! â e tu, sĂŹ?! allora perchĂŠ non condividi le catene e ti unisci a loro? I topi di biblioteca e i plagiatori te li hanno rubati, te li portano sei salvato, ma non godere troppo guarda cosa ti aspetta un mal di testa scaccia il tuo incubo sei caduto dal letto ieri sera te la sei fatta addosso come un bambino, il seno ambito è il foglio di carta, il capezzolo una punta di grafite. Come potresti scrivere stamane alla nebbia che inamida la camicia come una domestica premurosa? â Ci metti come scarpe l'anima e sali sul marciapiede nei postumi di una sbornia, o forse sei solo ossessionato, condividi carezze abbracci e insulti, gli aspiranti lettori si accalcano per firmare autografi è il lancio del tuo primo libro ahimè, non l'hai ancora scritto! All'improvviso le pose inferno-purgatorio-paradiso scompaiono, e al loro posto ti si apre la porta della taverna, sei fortunato! Da dietro il bancone riempie il tuo bicchiere sporco Durante Alighieri, proprio lui, per tutti Dante, in questa sordida taverna... Ieri lo hai fatto lavorare sodo il Sommo per i soldi guadagnati con fatica, dannazione, torna al letto di carta riciclata la commedia che ti sembrò divina, a me non pare, anzi, non lo è... La nebbia dissipata mostra il vero, toglie l'appetito per qualsiasi cosa, il sole è un disco vuoto, guarda quante ragazze sparse lĂŹ sul marciapiede la primavera sta arrivando, germogliano anche le matite! Dai, al lavoro! devi scavare la terra abbandonata. Ma la vanga è spuntata; le mani, allora, affondano nel fango a scavarti la tomba, che importa, hai ancora carezze, abbracci e insulti, la vita insomma, o una sua parvenza. I tuoi pensieri girano cosĂŹ come se niente fosse mai successo, e intanto senti che Dante si è dimesso, il posto è vacante, torna la sete, acceleri il passo, lĂŹ câè una taverna, qualsiasi cosa è buona, ordini un tè al limone - ehi, signore, è chiuso, e poi qui non serviamo gente senza giacca o tailleur, prova dallâaltra parte, guarda cosa può darti Dante. La nebbia torna fitta, e non ti chiede scusa a stento ti muovi sulla strada, messo lĂŹ come una virgola inutile, sbagliata, ma ecco casa, il letto, il tuo sepolcro, non fosse che la Morte ti cornifica con il migliore amico, vorresti omaggiarlo, scrivi due righe, mastichi il foglio come fosse calce e riponi la matita sulla tempia. Câè ancora il tempo di andare al funerale per dire âAssurdo! Ă morto proprio lui!â e allora il doppio che ti bussa in petto porta il dolore e la consolazione, anzi la gioia, oggi sei salvo, lâinverno vacilla, Dante, giĂ marcito, è vivo, e io mi voglio rotolare nellâerba che sa di primavera, bere un bicchier di vino, scordar la neve e il bianco della pagina, hai tutto in testa, non serve Dante, solo una matita. Allora, hai scritto?
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