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- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 2008-12-03 | [Acest text ar trebui citit în italiano] |
Chiedo al tempo
un briciolo di lampo calcolare l’universo calcare i piedi su terre che non stanno mietere grani astrali, fluttuare in cieli che non respiro abituarmi al rado vagare di colori inusuali. Chiedo un attimo di tempo per lasciare la terra e questa gestante che mi allarma col vagito di un’infante in-formata. La visuale appannata dal grande vapore dopo che il temporale ha devastato il mare e il resto del lido esterrefatto, solcato dal nulla, evirato. Mi muovo incredulo, colpito dall’incapacità alla pienezza dell’atto mi siedo all’angolo della strada e balbetto tempestando il ritmo dall’ago della bilancia col sovrapprezzo dell’inutile. Qui gemo e guaisco come il cane pestato sulla coda, incredulo, emergente dallo stupore fissa i miei occhi infestati dall’orgasmo collettivo. Elucubrazioni : Guido Morselli morto da sette romanzi dimenticò il grido dell’amante e lo strazio della grotta del nulla quando la notte avanti il mondo perse dignità e la capacità del verbo e il grido di soddisfacimento quando la notte eiacula e la nota puttana trafitta all’istante dal cazzo pulsante si masturba strofinandosi al pene eretto prima che il cane esibisca il vorticare del suo sesso. Allarmati ci sediamo alla fine del mondo e crepiamo inerti, assuefatti all’inutile drammatizzando sull’incapacità d’erezione dopo un film con Frank Sinatra. Sulla tazza del water leggo il giornale e mi sparo una sega, claudicante, infermo e vacuo mi terrorizzo e vendo litanie a frotte. Il becchino ansimava e sbavava succhiando il capezzolo turgido nella mammella cancerosa, un nodulo sotto l’occhio destro m’impedisce la vista, ma non mi lamento penso al nulla disseminando idiozie, il figlio del panettiere morto all’uscita dell’autostrada travolto da un tumulo di parole è resuscitato spingendo il carretto dei gelati e masticando gomma amerikana. Con foglie di papiro trattate il figlio del faraone scrisse la commedia dell’ape regina quando i fuchi prima di scopare sono volati al limite della notte dipingendo croci uncinate e scoppiando a ridere, mantenendo, malgrado tutto, la dignità dell’assurdo mentre colpito il centro il miraggio si dissolve e fruttifica il seme annullato dalla vacuità al tasso zero. Sovrapprezzo del nulla squalificato dall’arbitro mentre mi menavo il cazzo sull’aia lascio il mio bicchiere di vino a chi ha succhiato il pene il giorno prima la fine del mondo. Fra due ore quando tutto sarà gettato all’aria Cristo s’immergerà in questa vasta landa merdificata e parole, scritte o taciute pensate e mai mietute. Tutto è immensamente inutile al battere del cielo quando il sole declina e la luna assisa sui monti sbianca e muore.
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